NATO PER ESSERE CONDIVISO:COSA SI NASCONDE DIETRO A UN CONTENUTO VIRALE
Ti è mai successo? Hai pubblicato un contenuto, convinto che fosse una bomba. Il copy era curato, la grafica perfetta, il timing sembrava ideale. Ma niente. Poco engagement, nessuna condivisione, silenzio digitale. Nel frattempo, un post di un concorrente, apparentemente più semplice o persino più “strano”, esplode online. Ti chiedi: come ha fatto?
Qual è la differenza tra un contenuto normale e uno virale?
Se ti riconosci in questa situazione, sei nel posto giusto. Perché adesso ti spieghiamo cosa sono e come creare contenuti virali nel 2025!
Cosa sono (davvero) i contenuti virali
Un contenuto virale è un contenuto che, grazie a un effetto moltiplicatore, raggiunge un pubblico molto più ampio rispetto al target iniziale. La viralità si alimenta attraverso le condivisioni spontanee, i commenti, il passaparola e l’interesse dei media.
Può succedere che un contenuto per noi semplice, che non è stato pensato per attirare così tanto l’attenzione, inizi a spopolare. Ma dietro alla maggior parte dei contenuti diventati virali su social media e non solo c’è solitamente una strategia studiata appositamente, da creator o da un’agenzia di comunicazione e marketing.






Quando serve puntare sulla viralità?
Prima di capire insieme le strategie per creare contenuti virali, è doveroso fare una premessa importante. Non tutti i contenuti devono diventare virali. Ti sveliamo di più: a volte, la viralità non è utile. Se, per esempio, vendi un prodotto o un servizio, la qualità dei follower che ti seguono e interagiscono con i tuoi contenuti è più importante della quantità. Un contenuto che diventa virale può aumentare la tua notorietà, ma portando sul tuo profilo un numero di persone fuori target, che non sono né saranno intenzionate ad acquistare da te.
È quindi importante capire quando un contenuto virale può inserirsi nella nostra strategia di comunicazione, e non crearlo solo per “cavalcare l’onda” o perché lo fanno tutti.
Le caratteristiche chiave dei contenuti virali
Fatta questa premessa, possiamo ora capire cosa hanno in comune i contenuti diventati virali negli ultimi anni. Ecco alcuni pattern ricorrenti.
- Emozioni forti: i contenuti che emozionano o che polarizzano l’opinione, facendo sentire le persone quasi “in dovere” di prendere posizione o commentare, sono più condivisi.
- Tempismo perfetto: saper sfruttare un evento, una notizia, una ricorrenza nel modo giusto può fare la differenza. Se trattiamo di temi “caldi”, ancor di più.
- Autenticità e spontaneità: le persone, soprattutto nell’era dell’intelligenza artificiale, si riconoscono di più nei contenuti più genuini. Quanti video virali sono stati girati da persone comuni, in un momento casuale, senza una strumentazione professionale? Tanti, esatto.
- Partecipazione e condivisione facile: challenge, reaction, trend a cui partecipare: se il pubblico può farne parte, condivide di più. Ti ricordi la Ice Bucket Challenge del 2014? Era impossibile non incappare nei video di persone comuni e celebrity che si rovesciavano addosso secchi di ghiaccio per raccogliere fondi per la ricerca sulla SLA.
- Originalità: sei il primo a fare qualcosa? Il tuo prodotto o servizio risolve un problema di cui nessuno si occupava, o lo fa in modo inedito? La curiosità è un’arma potentissima: racconta la tua originalità e il pubblico presterà attenzione!
- Scelta del formato e della piattaforma giusta: un video pensato per diventare virale su TikTok potrebbe non funzionare se pubblicato su Facebook. Per creare contenuti virali, è importante scegliere i giusti canali di diffusione, popolati da fasce di pubblico diverse, e il formato più adatto.
6 esempi di contenuti virali che funzionano oggi
1. Coors Light - Lights Out Can
Quando una pallina colpita dalla star del baseball Shohei Ohtani rompe un maxischermo pubblicitario della birra Coors Light, creando un quadrato nero in corrispondenza dei pixel danneggiati, il brand risponde con una lattina celebrativa con un quadratino nero e modifica le affissioni già presenti sulle strade. Un visual semplice, il tempismo perfetto e l’autoironia del brand hanno reso le lattine celebrative un oggetto da collezione in meno di 24 ore, e incrementato le discussioni sul brand, on e offline.



2. An Megastore – Bella Fisica!
Angela, titolare italo-cinese di un negozio romano, diventa una star di TikTok grazie a mini sketch comici e tormentoni (“Ci penso io!”, “Bella Fisica!”). Format replicabile, autenticità, personaggio forte e interazioni offline (migliaia di persone hanno iniziato ad affollare il negozio romano) hanno fatto esplodere il fenomeno. Ora, il caso di “An Megastore” sbarca anche in TV, diventando Angela Megastar, un programma RealTime.
3. Red Bull – Bike Express
Il biker Dawid Godziek realizza trick su un treno in corsa targato RedBull: è il primo “slopestyle su rotaia”. Originalità, effetto visivo ipnotico, autenticità (nessuna CGI) e making-of tecnico alimentano condivisioni tra appassionati di sport, ingegneria e design. Un esempio perfetto di branded content che si fa evento.




4. Esselunga – La Pesca
Alzi la mano chi non ha provato emozioni contrastanti guardando questo spot. Riprese cinematografiche e storytelling ben studiato raccontano la storia di una bambina che cerca di riunire i genitori separati con una pesca. Uno spaccato di vita o un video imbevuto di retorica? La discussione polarizzata che ne è seguita ha reso virale questo spot Esselunga.
5. Chappell Roan – Hotline 620-HOT-TO-GO
Per lanciare il singolo The Giver, l’artista del momento Chappel Roan crea una hotline telefonica, sponsorizzata con immagini che la ritraggono nei panni di un idraulico, avvocato, dentista. L’idea, semplice e vintage, crea un “gioco” tra i fan e innesca User Generated Content su TikTok. Oltre due milioni di chiamate in dieci giorni: la viralità è nata dall’interazione e dalla curiosità di scoprire chi risponderà al telefono.






6. László Gaál – The Pisanos
Sembra un normale spot per l’automobile Porsche, con tanto di spezzoni dal dietro le quinte. E invece, è una pubblicità non ufficiale realizzata dall’artista László Gaál, con l’intelligenza artificiale di VEO3. Se inizialmente è la storia a catturarci, a conquistarci è l’effetto sorpresa quando scopriamo, nella descrizione, che non abbiamo visto scene girate con attori e prop reali. Questo video è un esempio di come sia possibile empatizzare ed essere coinvolti da un contenuto che crediamo reale, ma invece non lo è, perché il nostro cervello non conosce la differenza.
Il contenuto giusto può cambiare il destino del tuo brand
Ogni giorno scrolliamo centinaia di contenuti. Solo pochi, come quelli di cui abbiamo parlato, riescono a fermarci. Ancora meno riescono a farsi ricordare. Ma quelli che restano, quelli che ci sorprendono, ci commuovono o ci fanno ridere a voce alta, hanno qualcosa in comune: sono stati pensati per lasciare il segno.
Se vuoi che la tua prossima idea non si perda nel rumore ma diventi una storia che le persone vorranno raccontare, ti aspettiamo in Memento Comunicazione, la nostra agenzia di comunicazione e marketing a Resana (Treviso), per studiare insieme la strategia giusta per i tuoi contenuti!
